Map-lab, un’emozione morale, spirituale ed estetica.

Autore: Sabrina Apa

In quello che mi piace definire il “Grand tour della vita”, ho spesso provato un particolare godimento nel girovagare. Spesso mi sono abbandonata all’esplorazione di nuovi luoghi per soddisfare, come guidata unicamente dall’Es freudiano, il piacere di libertà.

Perdermi tra le strade di luoghi nuovi o già noti, mi dava la possibilità di accedere a quella che Horace Walpole nel diciottesimo secolo definì “Serendipity”. La felicità nel trovare inaspettatamente una cosa, mentre ero alla ricerca di un’altra, era tale da rendere irrefrenabile la voglia di intraprendere nuovi cammini.

Ma l’esperienza più interessante di Serendipità mi è stata regalata dall’incontro con il mondo Mab a Lisbona. Il mio precedente girovagare, che non tendeva ad una meta precisa, ma presentava un movimento quasi circolare, senza uno sviluppo progressivo, ha acquisito pienamente senso. Il laboratorio di mappatura percettiva e collaborativa ha rappresentato un felice matrimonio tra Es, Io e Super-Io, per citare ancora metafore freudiane. Le emozioni provate nel girovagare per Lisbona non sono state comuni, ma più vicine alla meraviglia come “emozione morale, spirituale ed estetica”, così come descritta da una ricerca delle università di Berkeley e della Virginia.

Questo è quello che ho provato nella mia prima esperienza di mappatura percettiva e collaborativa della Scuola Italiana a Lisbona nel febbraio 2020. Ed è proprio quella incredibile sensazione di meraviglia, l’ultima ahimè, prima del grande sipario che è calato sul mondo intero, che mi ha spinto a seguire le tracce del percorso Mab e a condividere queste “impressioni intime di viaggio”.


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    Sabrina Apa
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