Sotto un albero

Autore: Maria Stellato

“Le scuole sono cominciate con un uomo sotto un albero, che non sapeva di essere un maestro, e che esponeva ciò che aveva compreso ad alcuni altri, che non sapevano di essere gli studenti.” (Louis Kahn).

Apprendere, imparare inizia da un atto di condivisione, di comunicazione emotiva, sotto un albero. Il MAB è un processo di condivisione e presa di coscienza dell’esperienza del paesaggio inteso come un continuum spaziale, temporale e culturale. Tutto inizia dallo stare all’aperto, dal movimento nei luoghi, dal percepire e ascoltare. Per i Greci vedere al tempo presente si dice orao, nel perfetto, al passato, il suo significato diventa sapere. Ho guardato, ho visto e quindi so, ho imparato. L’esperienza della Mappatura Collaborativa ha l’intento di restituire centralità all’atto dell’imparare stando all’aperto, mettendo in comune l’esperienza e imparando dalla percezione, dalla vista e interiorizzando l’esperienza. E’ un processo creativo e condiviso, parte dall’osservazione per poi tornare agli stessi luoghi raccontandoli, migliorandoli, progettando la loro evoluzione. Il fine è quello di far diventare i “mappers” (così si chiamano coloro che prendono parte al processo di Mappatura) dei cittadini in grado di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente con il progetto di azioni etiche di conoscenza, di tutela e di individuazione di decisioni collettive sostenibili. Il più grande lascito che ha dato a me come docente l’esperienza del Collaborative Mapping, svolta l’anno scorso per la prima volta da circa trenta docenti italiani a Lisbona, è il senso di comunità, di far parte di un gruppo. La condivisione, gli scambi, la tensione creativa e collaborativa del gruppo è divenuta una presa di coscienza, quella di modellare il proprio agire come intervento competente all’interno delle decisioni collettive. Ho cambiato le mie lenti, ho mutato e condiviso il mio punto di vista, ho fatto divenire il sentire comune il mio sentire:

“Se sul treno ti siedi
al contrario, con la testa
girata di là, vedi meno
la vita che viene, vedi
meglio la vita che va.”

Vivian Lamarque


    Autore
    Maria Stellato
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