Questione di tempo

Autore: Alessio Arnese

Santa Maria Novella al tramonto

Ci sono luoghi che, come alcune opere d’arte, ti sembra di conoscere in ogni dettaglio perché li frequenti abitualmente o perché li hai incontrati nel tuo percorso di vita. Eppure con gli occhi del MAB diventano altro: meno familiari e più sorprendenti. Firenze è Rinascimento, Arte, Cultura, ma perdendosi con una emotional map in mano tra le sue vie strette e l’immensità delle sue bellezze si scopre un’altra città. Una sorta di Valdrada, nella quale “lo specchio ora accresce il valore delle cose, ora lo nega. Non tutto quel che sembra valere sopra lo specchio resiste se specchiato.”
La stessa città, ma un’altra… dove il museo a cielo aperto si confonde con la metropoli, dove il tramonto restituisce una città che non c’è: scompaiono le “tribù di sub-urbani”, chiude il museo a cielo aperto, chiude il negozio di souvenir diffuso, chiudono i luoghi del sapere, i convegni e le fiere. In questa parte del giorno, quando il sole cala all’orizzonte, scopri nuove luci e nuovi riflessi sui marmi bianchi, scopri il selciato delle strade di San Lorenzo lasciate libere dai banchi ambulanti che si allontanano e con loro l’odore di pellame che pervade il quartiere.
Il tramonto è il momento in cui Firenze rientra da lavoro, si toglie la maschera di Città d’Arte in carriera, posa le chiavi sul tavolo, si rilassa un attimo, si prende un po’ di tempo per sé e si fa bella per la sera. È al tramonto che Firenze mostra la sua vera faccia. E questa dimensione urbana, il tempo, ci restituisce le città con nuove vesti e ne fa esseri viventi.
Come le due Valdrada, le due Firenze “vivono l’una per l’altra, guardandosi negli occhi di continuo, ma non si amano”.


    Autore
    Alessio Arnese
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